“Dimmi ed io dimentico. Mostrami ed io ricordo. Coinvolgimi e io imparo”

Benjamin Franklin

SCUOLA PARENTALE

La scuola parentale (detta anche “homeschooling” o “istruzione parentale”) è la scelta di una famiglia, o di un gruppo di famiglie, di provvedere autonomamente all’istruzione dei propri figli. L’insegnamento può essere impartito da mamma e papà, oppure da un educatore privato. La possibilità di educare i propri figli a casa è garantita dalla Costituzione: l’Art. 33, che richiamiamo qui sotto, ci spiega con chiarezza che qualsiasi privato ha la possibilità di costituire una scuola o un istituto educativo. La scelta di educare a casa i propri figli, dunque, è una scelta legale, lecita e addirittura prevista dalla nostra Costituzione, a patto che i ragazzi prendano parte agli esami di Stato.


ARTICOLO 30 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.


Questo articolo andrebbe letto assieme all’art.147 del codice civile, nel quale aggiunge che i genitori devono tener conto nel processo educativo “delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”.


Articolo 33
“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”.

PERCHÈ SCEGLIERLA?


perchè il nostro sistema scolastico andava bene ai tempi della rivoluzione industriale, ma ora c'è bisogno di altro.


perchè educare (e-ducere = trarre fuori), al contrario di insegnare (in-signare = imprimere, segnare dentro), significa aiutare a dare spazio alle doti individuali che tutti abbiamo.


perchè in Italia, quasi uno studente su quattro abbandona la scuola superiore perchè il suo percorso scolastico non ha risposto ai suoi bisogni.


perchè abbandonare la formazione prematuramente porta a pesanti conseguenze, sia psichiche che fisiche.


Negli Stati Uniti è un fenomeno di massa, nell’Ue una novità: a essere istruiti a casa sono 70 mila minori in Inghilterra, 3mila in Francia, 2 mila in Spagna. In Italia, le famiglie che fanno del proprio modello Giacomo Leopardi - educato fino a 7 anni da un precettore religioso, poi istruito personalmente dal padre, il conte Monaldo, fino all’età di 15 anni – sono circa mille e cinquecento. Viene chiamata con un neologismo moderno –homeschooling – ma si tratta di un habitus antico: quello di scegliere per i propri figli un’educazione impartita fra le pareti domestiche.
Monica Guerra, docente presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell’Università di Milano-Bicocca e ricercatrice di Didattica, pedagogia speciale e ricerca educativa, si occupa in particolare di progettazione e analisi dei contesti per l’apprendimento e di forme di innovazione scolastica. È presidente fondatrice dell’associazione culturale Bambini e Natura (www.bimbienatura.it) e, con la collega Francesca Antonacci, cura il blog Una scuola (www.unascuola.blogspot.it):"Il fatto che sempre più famiglie cerchino soluzioni alternative alla scuola tradizionale significa che i bisogni sono cambiati ma soprattutto che è cresciuta la richiesta di realtà nelle quali i bambini siano protagonisti attivi dell’apprendimento, dove sia possibile fare esperienze vive, più vicine agli interessi individuali. Per la scuola parentale è importante: valutare il bisogno educativo, costruire un percorso didattico personalizzato, valorizzare le potenzialità del singolo. Affidarsi ad un insegnante esperto, o meglio ad un team di insegnanti che collaborino con la famiglia, è sicuramente la soluzione migliore. In generale, è consigliabile anche mantenere un rapporto costante con l'istituzione scolastica che dovrà certificare l'avvenuta acquisizione delle competenze richieste alla fine dell'anno scolastico: riuscire a strutturare una prova d'esame che sia parte integrante della didattica domiciliare è di grandissimo aiuto tanto per chi apprende quanto per chi insegna. La maggior parte delle attività della vita reale possono essere occasione di apprendimento in maniera naturale, senza forzo: scrivere lettere, gestire denaro, misurare e raddoppiare ricette in cucina, osservare le stelle e il ciclo della luna, parlare e discutere con gli anziani e altri adulti di riferimento. La scuola parentale permette di sfruttare le molteplici risorse disponibili nelle nostre comunità, molte gratuite: biblioteche, musei, siti storici, palazzi di giustizia, negozi di prodotti tipici, parchi naturali, agriturismi. Si possono contattare le persone che si conoscono con capacità e conoscenze particolari, che possono mostrare come si fa qualcosa, rispondere a delle domande, lasciare che i nostri figli li osservino o li aiutino mentre lavorano. Dimenticate il concetto di materia per come lo si intende a scuola. L'insegnamento è interdisciplinare, multimediale e condiviso: la geografia e la storia con si scindono, così come la
storia e la letteratura, il latino e l'italiano, la grammatica italiana e l'inglese. Ogni conoscenza acquisita diviene parte integrante di tutte le materie e strumento per sviluppare ulteriore conoscenza, senza distinzione fra attività curriculari ed extracurriculari. Un programma simil-scolastico, tuttavia, va seguito obbligatoriamente (l'esame a fine anno è, come detto, parte integrante della didattica e momento di verifica e confronto esterno); l'azione didattica è incentrata sugli interessi dello studente e dell'insegnante: perché si insegna e si apprende in due e la trasmissione avviene in entrambe le direzioni sia a livello nozionistico che umano. Gli strumenti didattici, allora, devono essere adeguati in tal senso e differenziati per età: la scelta va fatta sulla base delle situazioni specifiche. In generale, planisferi, mappamondi e atlanti storici sono parte integrante del progetto d'insegnamento, così come un avvicinamento consapevole alle potenzialità offerte dai supporti digitali".

I PRINCIPI ISPIRATORI DE
La Scuola a Misura di Bambino
SONO IDENTIFICABILI IN QUESTO ESTRATTO DEL DECRETO MINISTERIALE N.254/2012


La finalità generale della scuola è lo sviluppo armonico e integrale della persona, all’interno dei principi della Costituzione italiana e della tradizione culturale europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, con il coinvolgimento attivo degli studenti e delle famiglie.

L’apprendimento scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che i bambini e gli adolescenti vivono e per acquisire competenze specifiche spesso non vi è bisogno dei contesti scolastici.

Ma proprio per questo la scuola non può abdicare al compito di promuovere la capacità degli studenti di dare senso alla varietà delle loro esperienze, al fine di ridurre la frammentazione e il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita dei bambini e degli adolescenti.

La scuola è perciò investita da una domanda che comprende, insieme, l’apprendimento e “il saper stare al mondo”. La scuola affianca al compito “dell’insegnare ad apprendere” quello “dell’insegnare a essere”.

Alla scuola spetta il compito di fornire supporti adeguati, affinché ogni persona sviluppi un’identità consapevole e aperta.

L’attività didattica è orientata alla qualità dell’apprendimento di ciascun alunno e non ad una sequenza lineare di contenuti disciplinari. I docenti promuovono attività significative nelle quali gli strumenti e i metodi caratteristici delle discipline si confrontano e si intrecciano tra loro, evitando trattazioni di argomenti distanti dall’esperienza e frammentati in nozioni da memorizzare.

Le discipline, così come noi le conosciamo, sono state storicamente separate l’una dall’altra da confini convenzionali che non hanno alcun riscontro con l’unitarietà tipica dei processi di apprendimento.

L’intercultura è già oggi il modello che permette a tutti i bambini e i ragazzi il riconoscimento reciproco e dell’identità di ciascuno.

La diffusione delle tecnologie di informazione e di comunicazione è una grande opportunità e rappresenta la frontiera decisiva per la scuola. La scuola non ha più il monopolio delle informazioni e dei modi di apprendere. Le discipline e le vaste aree di cerniera tra le discipline sono tutte accessibili ed esplorate in mille forme attraverso risorse in continua evoluzione. Sono chiamati in causa l’organizzazione della memoria, la presenza simultanea di molti e diversi codici, la compresenza di procedure logiche e analogiche, la relazione immediata tra progettazione, operatività, controllo, tra fruizione e produzione. Dunque il “fare scuola” oggi significa il mettere in relazione la complessità di modi radicalmente nuovi di apprendimento, con un’opera quotidiana di guida, attenta al metodo, ai nuovi media e alla ricerca multidimensionale.

Al contempo significa curare e consolidare le competenze e i saperi di base, che sono irrinunciabili perché sono le fondamenta per l’uso consapevole del sapere diffuso e perché rendono precocemente effettiva ogni possibilità di apprendimento nel corso della vita.

Ogni persona si trova nella ricorrente necessità di riorganizzare e reinventare i propri saperi le proprie competenze e persino il proprio lavoro. Per questo l’obiettivo della scuola non può essere sopratutto quello di inseguire lo sviluppo di singole tematiche e competenze; piuttosto, è quello di formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale.

La scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno.

Sin dai primi anni di scolarizzazione è importante che i docenti definiscano le loro proposte in una relazione costante con i bisogni fondamentali e i desideri dei bambini e degli adolescenti. Particolare cura è necessario dedicare alla formazione della classe come gruppo, alla promozione dei legami cooperativi fra i suoi componenti, alla gestione degli inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione.

La scuola si deve costruire come luogo accogliente, coinvolgendo in questo compito gli studenti stessi. Sono, infatti, importanti le condizioni che favoriscono lo star bene a scuola al fine di ottenere la partecipazione più ampia dei bambini e degli adolescenti a un progetto condiviso. La formazione di importanti legami di gruppo non contraddice la scelta di porre la persona al centro dell’azione educativa, ma è al contrario condizione indispensabile per lo sviluppo della personalità di ognuno.

La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri.

Il bisogno di conoscenze degli studenti non si soddisfa con il semplice accumulo di tante informazioni in vari campi ma solo con il pieno dominio dei singoli ambiti disciplinari e, contemporaneamente, con l’elaborazione delle loro molteplici connessioni.

L’esperimento, la manipolazione, il gioco, la narrazione, le espressioni artistiche e musicali sono infatti altrettanti occasioni privilegiate per apprendere per via pratica quello che successivamente dovrà essere fatto oggetto di più elaborate conoscenze teoriche e sperimentali.

L’Istituto nazionale di valutazione rileva e misura gli apprendimenti con riferimento ai traguardi e agli obiettivi previsti dalle Indicazioni, promuovendo, altresì, una cultura della valutazione che scoraggi qualunque forma di addestramento finalizzata all’esclusivo superamento delle prove.

Particolare attenzione sarà posta a come ciascuno studente mobilita e orchestra le proprie risorse – conoscenze, abilità, atteggiamenti, emozioni – per affrontare efficacemente le situazioni che la realtà quotidianamente propone.


la nostra realtà

il logo che qui vedete rappresentato è espressione diretta della creatività dei bambini della nostra scuola. Riteniamo che il logo sia uno strumento fondamentale per dire chi siamo e nel momento in cui abbiamo deciso di regalarcene uno, è stato semplice chiedere ai bambini della scuola a misura di bambino di impegnarsi direttamente a tal fine. E' nata così, in un giorno di scuola a distanza in un momento così particolare come quello di queste settimana di "quarantena", l'idea di un concorso per il disegno più rappresentativo della nostra realtà educativa. Michelangelo di 9 anni ha realizzato il disegno che ha riceuto più voti e nel video che segue vi spiega cosa lo ha ispirato.


Regole poche e chiare, per orientarsi e rassicurare:
1. tutte le mattine i bambini avranno l'opportunità di iniziare la loto giornata con un pedibus diretto dalle maestre che li accompagnerà a scuola attraverso una bella passeggiata nel bosco adiacente.
2. il pranzo verrà preparato a casa e portato a scuola per essere consumato in appositi scaldavivande, contrassegnati con il nome del bambino.
3. TRE le possibili uscite: AL TERMINE DELLE LEZIONI (senza pranzo), 14,30 e 16,30 (con pranzo e pomeriggi di giochi).

I bambini che frequentano la nostra scuola e le loro famiglie possono modulare le settimana in base alle loro esigenze e i loro desiderI, perchè riteniamo che anche così si permetta una crescita attenta e responsabile.  

scuola primaria

Classi poco numerose con un unico insegnante che possa accogliere, conoscere, sostenere e guidare il bambino nella sua complessità e globalità.

Tutte le scelte didattiche ed educative sono volte a crescere bambini curiosi, motivati, consapevoli, ricchi di strumenti per scoprire il mondo e socialmente competenti, in grado di vivere il gruppo e lavorare in equipe.

Ogni bambino è chiamato ad esserci nella sua unicità e a farsi dono e ricchezza per il gruppo, non a sparire od uniformarsi, ma a brillare!




scuola secondaria I grado

Preadolescenza, la nostra sfida è mantenere alta la motivazione, il desiderio di vivere intensamente questa vita (non una virtuale).

Come?

- Tenendo i ragazzini coinvolti in grandi progetti di scoperta e di ricerca.

- Ingaggiandoli in un apprendimento legato alla vita, spendibile e funzionale.

- Inserendoli in un contesto sociale in continuo cambiamento in cui sono messi nella condizione di reinventarsi ogni anno, scardinando ruoli e immagini di sé.

- Creando per loro e con loro legami stretti con il territorio, con l'attualità, con il contingente e in questo modo con la vita vera.

I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO
DI DOROTHY LAW NOLTE


Se i bambini vivono con le critiche, impaRano a condannare

Se i bambini vivono con l'ostilità, imparano a combattere
Se i bambini vivono con la paura, imparano a essere apprensivi

Se i bambini vivono con la pietà, imparano a commiserarsi

Se i bambini vivono con il ridicolo, imparano a essere timidi

Se i bambini vivono con la gelosia, imparano a provare invidia

Se i bambini vivono con la vergogna, imparano a sentirsi colpevoli

Se i bambini vivono con l'incoraggiamento, imparano a essere sicuri di sè

Se i bambini vivono con la tolleranza, imparano a essere pazienti

Se i bambini vivono con la lode, imparano ad apprezzare

Se i bambini vivono con l'accettazione, imparano ad amare

Se i bambini vivono con l'approvazione, imparano a piacersi

Se i bambini vivono con il riconoscimento, imparano che è bene avere un obiettivo

Se i bambini vivono con la condivisione, imparano a essere generosi

Se i bambini vivono con l'onestà, imparano a essere sinceri

Se i bambini vivono con la correttezza, imparano cos'è la giustizione

Se i bambini vivono con la gentilezza e la considerazione, imparano il rispetto

Se i bambini vivono con la sicurezza, imparano ad avere fiducia in sé stessi e nel prossimo

Se i bambini vivono con la benevolenza, imparano che il mondo è un bel posto in cui vivere

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