"l'educazione dovrebbe inculcare l'idea che l'umanita' e' una sola famiglia con interessi comuni. che di conseguenza la collaborazione e' piu' importante della competizione"

bertrand russell

I PRINCIPI ISPIRATORI DE
La Scuola Primaria a Misura di Bambino
SONO IDENTIFICABILI IN QUESTO ESTRATTO DEL DECRETO MINISTERIALE N.254/2012

LINEE GUIDA MINISTERIALI – SCUOLA DEL PRIMO CICLO

La finalità del primo ciclo è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base nella prospettiva del pieno sviluppo della persona.

Fin dai primi anni la scuola promuove un percorso di attività nel quale ogni alunno possa assumere un ruolo attivo nel proprio apprendimento, sviluppare al meglio le inclinazioni, esprimere le curiosità, riconoscere ed intervenire sulle difficoltà, assumere sempre maggiore consapevolezza di sé, avviarsi a costruire un proprio progetto di vita.

La scuola propone situazioni e contesti in cui gli alunni riflettono per capire il mondo e se stessi, diventano consapevoli che il proprio corpo è un bene di cui prendersi cura, trovano stimoli per sviluppare il pensiero analitico e critico, imparano ad imparare, coltivano la fantasia e il pensiero originale, si confrontano per ricercare significati e condividere possibili schemi di comprensione della realtà, riflettendo sul senso e le conseguenze delle proprie scelte. Favorisce lo sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e gestirle, per porsi obiettivi non immediati e perseguibili.

La scuola primaria mira all’acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei diritti costituzionali. Ai bambini e alle bambine che frequentano offre l’opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose, e di acquisire i saperi irrinunciabili.
La valorizzazione delle discipline avviene pienamente quando si evitano due rischi: sul piano culturale, quello della frammentazione dei saperi, sul piano didattico, quello dell’impostazione trasmissiva. Le discipline non vanno presentate come territori da proteggere definendo confini rigidi, ma come chiavi interpretative disponibili ad ogni possibile utilizzazione.
E’ compito peculiare di questo ciclo scolastico porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva, potenziando e ampliando gli apprendimenti promossi nella scuola dell’infanzia. L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Questa fase del processo formativo è il terreno favorevole per lo sviluppo di un’etica della responsabilità, che si caratterizzano nel dovere si scegliere eagire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita, a partire dalla vita quotidiana a scuola e dal personale coinvolgimento in routine consuetudinarie che possono riguardare la pulizia e il buon uso dei luoghi, la cura del giardino o del cortile, la custodia dei sussidi, la documentazione, le prime forme di partecipazione alle decisioni comuni, le piccole riparazioni, l’organizzazione del lavoro comune, ecc.
L’acquisizione dei saperi richiede un uso flessibile degli spazi, a partire dalla stessa aula scolastica, ma anche la disponibilità di luoghi attrezzati che facilitino approcci operativi alla conoscenza per le scienze, la tecnologia, le lingue comunitarie, la produzione musicale, il teatro, le attività pittoriche, la motricità. Particolare importanza assume la biblioteca scolastica.

Favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere il gusto per la ricerca di nuove conoscenze. In questa prospettiva, la problematizzazione svolge una funzione insostituibile: sollecita gli alunni a individuare problemi, a sollevare domande, a mettere in discussione le conoscenze già elaborate, a trovare appropriate piste d’indagine, a cercare soluzioni originali.
Incoraggiare l’apprendimento collaborativo. Imparare non è un processo individuale. La dimensione sociale dell’apprendimento svolge un ruolo significativo. In tal senso, molte sono le forme di interazione e collaborazione che possono essere introdotte (dall’aiuto reciproco all’apprendimento cooperativo, all’apprendimento tra pari), sia all’interno della classe, sia attraverso la formazione di gruppi lavoro con alunni di classi e di età diverse.
Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di “imparare ad imparare”. Riconoscere le difficoltà incontrate e le strategie adottate per superarle, prendere atto degli errori commessi, ma anche comprendere le ragioni di un insuccesso, conoscere i propri punti di forza, sono tutte competenze necessarie a rendere l’alunno consapevole del proprio stile di apprendimento e capace di sviluppare autonomia nello studio.

Realizzare attività didattiche in forma di laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa. Il laboratorio, se ben organizzato, è la modalità di lavoro che meglio incoraggia la ricerca e la progettualità, coinvolge gli alunni nel pensare, realizzare, valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri, e può essere attivata sia nei diversi spazi e occasioni interni alla scuola sia valorizzando il territorio come risorsa per l’apprendimento.

LE PRATICHE INERZIALI: L'ETERNO RITORNO DELL'UGUALE

Il primo problema della scuola italiana è metodologico. Per sviluppare un buon apprendimento non basta che l’insegnante conosca bene la materia. Insegnare non è un’operazione di travaso: bisogna saper attivare, stimolare e gestire i processi di apprendimento degli alunni.

Paulo Freire definiva l’EDUCAZIONE DEPOSITARIA: l’insegnamento come trasferimento. Si tratta di un atto finalizzato a depositare conoscenze e valori, come fossero pacchetti, in quel contenitore vuoto che è l’alunno.

Il sistema scolastico italiano è incentrato sul docente che controlla. In Finlandia il sistema scolastico , tra i migliori e più studiati al mondo, ha di recente sostituito le materie con aree tematiche o “argomenti”, all’interno dei quali si affronta in modo trasversale lo studio di tutti gli aspetti coinvolti da quel determinato tema.

Gli studenti sono organizzati in piccoli gruppi che lavorano per affrontare problemi di diversa natura, collaborando e facendo esperienza di apprendimento.

tratto da "Cambiare scuola si può" Daniele Novara

CALANDOLO NELLA NOSTRA SCUOLA... 


nella scuola a misura di bambino l'approccio alla conoscenza avviene principalmente per progetti.

Non vi è quindi la suddivisione della settimana e del sapere in ore e materie che procedono ognuna con il suo programma indipendente e predeterminato. La classe viene chiamata ad affrontare un argomento in modo ampio, pregnante e multidisciplinare. Il contenuto del progetto può arrivare da una proposta dell'insegnante, da una passione di un gruppo di bambini, da un'esperienza condivisa, dalla curiosità di qualcuno.

L'obiettivo principale di ogni percorso è “imparare a conoscere”. Il gruppo è chiamato quindi a costruire nell'arco dei giorni il percorso di svisceramento dell'argomento. Si allena la curiosità e la capacità di porsi sempre nuove domande, il desiderio di scoprire e di capire. Si allenano l'uso di strumenti per cercare risposte alle proprie domande: ricerca, consultazione di fonti, interviste, raccolta di informazioni, osservazione, formulazione di ipotesi, processazione dei dati, organizzazione della nuova conoscenza. Dall'apprendimento di nuovi contenuti nascono nuove domande e il processo si evolve in ampiezza e profondità.

La maestra, sostiene la curiosità, facilita la condivisione della ricerca, offre nuovi strumenti, aiuta a mantenere il focus collettivo, crea e tutela le condizioni in cui la conoscenza e l'apprendimento possono radicarsi. La durata di un progetto è variabile, indicativamente aumenta con la crescita, dipende dalla curiosità e dalla capacità dei bimbi, sostenuti e motivati dall'insegnante, di stare in un argomento e di allargarlo. Affrontare un unico argomento per tante ore e tanti giorni consecutivi e interfacciandosi con esso in molte modalità differenti rende l'apprendimento intenso e pregnante radicandolo attraverso l'intensità del vissuto e tiene alta la motivazione e la preziosa sensazione di essere padroni di quello che si fa e non di subire il programma come utenti. Attraverso lo svisceramento del progetto, funzionale ad esso, vi è l'allenamento delle competenze: la letto-scrittura, il pensiero logico-matematico, l'organizzazione nel tempo e nello spazio, lo sviluppo del pensiero ipotetico-deduttivo, la capacità di organizzare e collegare la conoscenza, le capacità espositive, la produzione artistica, musicale e drammaturgica. 

Nella nostra scuola il percorso verso il sapere parte dall'esperienza che dona la motivazione e il desiderio di conoscenza attraverso la consapevolezza che la ciò che vivo a scuola è in stretto legame alla vita vera e che la conoscenza è uno strumento spendibile e funzionale alla quotidianità.

La Scuola a Misura di Bambino

Presentazione della Scuola Primaria Parentale (Francesca Metzger)

equipe

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CLASSE TERZA E QUARTA
La scuola a misura di bambino

Un progetto sul tema "seme" portato avanti su più livelli. Visita ad una torrefazione di caffè.