“Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso.”

Erich Fromm

"ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI È UN COMPITO ARDUO, IMPEGNATIVO  E A VOLTE STRESSANTE. MA È IMPORTANTE, PERCHÈ IL MODO IN CUI VIENE SVOLTO INFLUENZA IN MISURA DECISIVA IL CUORE, L'ANIMA E LA COSCIENZA DEI NOSTRI FIGLI DA ADULTI."

da “il genitore consapevole” di Myla e Jon Kabat-Zinn

L'associazione Famiglie in crescita ha l'obiettivo di accrescere la consapevolezza genitoriale per essere adulti solidi in grado di osservare, accogliere, stimare e sostenere i nostri bambini nel processo di scoperta e costruzione del loro sé. Lavoriamo per perseguire questo obiettivo attraverso:


Serate di confronto su temi educativi

L'OCCASIONE DI CONFRONTARSI E RACCONTARSI SU TEMI EDUCATIVI, PORTA A DIRIGERE L'ATTENZIONE SU TANTE PRASSI E ATTEGGIAMENTI RADICATI, ORMAI INVOLONTARI E SPESSO NON SCELTI. L'ASCOLTO DEI PUNTI DI VISTA, DELLE STRATEGIE, DELLE DIFFICOLTÀ DEGLI ALTRI PERMETTE DI METTERE IN DISCUSSIONE LE PROPRIE CERTEZZE E ATTIVA NELLA RICERCA DI NUOVE POSSIBILITÀ. LA RECIPROCA CONOSCENZA CHE DERIVA DA QUESTO CONFRONTO PERMETTE UNA MAGGIOR ACCOGLIENZA E AIUTA A CREARE UNA RETE DI SOSTEGNO MOLTO CONCRETA, ATTIVANDO RISORSE INTERNE AL GRUPPO.

I GENITORI SONO CHIAMATI AD UN FATICOSO E PREZIOSO TEAM WORKING, ESPRIMENDO IDEE, FORNENDO CONTRIBUTI, ASCOLTANDO LE POSIZIONI DEGLI ALTRI E VALORIZZANDO I PUNTI DI FORZA DI OGNUNO, SOSTENENDOSI A VICENDA IN UN PERCORSO DI CRESCITA PERSONALE CHE HA COME OBIETTIVO ULTIMO IL BENESSERE DEL BAMBINO A SCUOLA, IN FAMIGLIA E NEL MONDO.

Confronti frequenti con insegnanti ed educatori

alla scuola a misura di bambino I COLLOQUI INDIVIDUALI SONO POSSIBILI IN QUALSIASI MOMENTO DELL'ANNO, PERCHE' RITENIAMO FONDAMENTALE che IL BAMBINO E LA SUA CRESCITA SIANO SUPPORTATE DA TUTTE LE FIGURE ADULTE CHE INTERAGISCONO CON LUI ED HANNO IN MENTE IL SUO CAMMINO E IL SUO BENESSERE.  


PARTECIPAZIONE E COLLABORAZIONE NELLE ATTIVITA' DEI POMERIGGI

I GENITORI POSSONO DARE LA PROPRIA DISPONIBILITA' PER UNO O PIU' POMERIGGI ALLA SETTIMANA (DALLE 14,30 ALLE 16,30), COSI' DA VIVERE CON IL PROPRIO FIGLIO E GLI ALTRI BAMBINI ESPERIENZE DI GIOCO E SVAGO, OSSERVANDO DA VICINO MOMENTI IMPORTANTI DI SOCIALITA'. L'OSSEVAZIONE AVVIENE ATTRAVERSO la conoscenza dell'altro e della diversità, COSÌ DA ACQUISIRE ULTERIORI STRUMENTI PER poter guardare al proprio figlio con maggiore consapevolezza, METTENDOSI IN GIOCO IN PRIMA PERSONA.

sostegno ai bambini nel loro percorso di apprendimento guidati dalle insegnanti

si intende ribaltare anche nei genitori l'immagine del figlio da condurre e indottrinare, puntando su quella del bambino da sostenere e strutturare - questa è una rivoluzione enorme, che diventa un lavoro capillare da svolgere nella quotidianità,  condividendo le scelte metodologiche e didattiche. Ai genitori e' richiesto di essere cassa di risonanza di ciò che accade a scuola attraverso una diversa concezione dei compiti e un loro coinvolgimento diretto.

ORGANIZZAZIONE DI eventi, feste e attività

LA SCUOLA OGNI ANNO ORGANIZZA EVENTI E FESTE CUI I GENITORI SONO INVITATI A PARTECIPARE E DARE IL LORO CONCRETO CONTRIBUTO, ATTAVERSO UNA PARTECIPAZIONE ATTIVA. verranno valutate tutte le proposte di feste ed attivita' aggiuntive proposte dai genitori, sempre che in linea con lo spirito della scuola.

Vivere insieme momenti importanti

intensi, riflessivi, magici che solidificano le relazioni e donano a tutti nuova energia.

spunti per comprendere e migliorarsi

COMPETENZA EMOTIVA DEI GENITORI

"La paura di non essere all'altezza del bambino che arriverà può essere facilmente addomesticata. La cosa importante da sapere è che essere buoni genitori non significa saper "fare cose speciali in modo speciale", bensì "sentire" dentro di sè che si è capaci di ascoltare e accettare le proprie emozioni, passaggio preliminare e indispensabile per essere poi capaci di sintonizzarsi con degli stati emotivi del proprio bambino, attribuirvi un significato e comportarsi di conseguenza. è questo il segreto di mamme e papà che non si lasciano vincere da un eccesso di responsabilità e che al tempo stesso sono sufficientemente tranquilli e sicuri nel gestire tutte le situazioni, anche le più complesse".

estratto da L'educazione emotiva di alberto pellai

LE EMOZIONI PRIMARIE
TRATTO DA "L'EDUCAZIONE EMOTIVA" DI ALBERTO PELLAI

"Per un genitore è molto utile conoscere quelle che definiamo emozioni fondamentali – rabbia, tristezza, disgusto, paura, sorpresa, felicità – dalle quali derivano poi le emozioni secondarie quali ansia, timore, terrore, angoscia, irritazione, desolazione.


Le tre fasi per gestire nel modo migliore possibile la rabbia del bambino sono:
1. lasciarla decantare: da qui l’importanza di trovare un angolo della casa in cui mandare il bambino che si è sregolato emotivamente.
2. Una volta sfumata la rabbia, proporre al bambino un’alleanza: “ora che sei tornato tranquillo mi piacerebbe molto provare a fare qualcosa di bello con te”.
3. Rielaborare i due passaggi precedenti in modo che il bambino impari che è molto meglio riconoscere la rabbia nelle sue fasi iniziali e provare a gestirla e contenerla senza farla esplodere: si può dire, per esempio: “E’ bellissimo giocare con te ora che sei così tranquillo; prima, invece, quando eri arrabbiato, non riuscivo a proporti nulla di divertente da fare insieme. La prossima volta, se riusciamo, proviamo a fermare subito il vulcano che si accende dentro di te e ti fa esplodere e a cercare un accordo che ci permetta di non dover alzare la voce e di non doverti mandare nell’angolo della rabbia fino a che non te la sei fatta passare”.
Nell’angolo della rabbia, il bambino impara due cose:
1. Il genitore è la persona che controlla l’evoluzione di una situazione e gestisce un potere competente, impedendogli di volere sempre tutto e subito.
2. Per uscire da un ingorgo del sentire che lo ha travolto, deve recuperare il controllo di sé e non rimanerne in balia: questo processo si chiama autoregolazione emotiva e per poterlo apprendere sono necessari appunto il tempo e lo spazio di decantazione, che proponete al bambino attraverso questo intervento educativo.


Il tabù della tristezza.
Noi adulti non amiamo vedere i bambini tristi, così diamo loro sempre l’impressione che si debba costantemente essere felici- Come se la tristezza fosse una specie di tabù, da non manifestare mai. E’ per questo che quando un bambino della scuola dell’infanzia o della scuola primaria la sperimenta, spesso tende a chiudersi in sé stesso, mentre invece dovrebbe essere aiutato a raccontarla, a condividerla, a manifestarla a chi può offrirgli conforto. Spesso, a chi è triste viene chiesto di reagire al proprio stato emotivo in modi molto invalidanti.
La nostra esistenza non è fatta soltanto di emozioni positive e saper stare al mondo implica accettare tutto il bello, ma anche il brutto che porta con sé. La tristezza si può nascondere e negare, ma in questo modo non la si cancella, rimane repressa e spesso si trasforma in altro. Il mondo è pieno di uomini che, non sapendo gestire le emozioni negative, diventano violenti, oppure di persone che nascondono la propria tristezza buttandosi nel lavoro.
Quando il nostro bambino è triste, molto spesso non ha le parole per spiegare che cosa gli sta succedendo. Noi genitori, invece, le abbiamo imparate nel tempo e possiamo mettergliele a disposizione, sostenendolo mentre sperimenta un’emozione che o affatica e lo fa sentire a disagio. Se ne intuiamo la causa, la cosa migliore per aiutarlo è un bel massaggio intorno al cuoricino. In questo passaggi il bambino avverte che la sua emozione viene riconosciuta e compresa, intanto la mano che massaggia il cuore lo sta “medicando” proprio là dove più forte di fa sentire quel senso di perdita. In questo modo, l’emozione può essere elaborata e integrata e, così facendo, la relazione figlio-genitore ne uscirà molto rafforzata sul piano della competenza emotiva.


La ricerca della felicità.
Anche la felicità è un’emozione che ha bisogno di condivisione. “Se mamma e papà partecipano alla mia felicità, il mondo è un posto bello in cui vivere” pensa il bambino felice. Se invece la sua felicità non viene colta, il bambino potrebbe trovarsi spiazzato e incredulo: davvero quello che sto provando è vero, reale, ha senso? Perché mi sembra di sentire così tanto dentro di me, mentre mamma e papà non si sono accorti di nulla?"

IL CERVELLO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI

piccoli, ma profondi concetti che spiegano il cervello dei bambini e dei ragazzi (Alberto Pellai)

ALLE RADICI DI UN PROGETTO AMBIZIOSO

PROGETTO MIND 4 CHILDREN (DANIELA LUCANGELI)

COME COLTIVARE IL TALENTO DEI BAMBINI?

“L’educazione al carattere è necessaria. I bambini devono imparare a stare con gli altri e i genitori devono prendersi la responsabilità di dire di no”. Il fenomeno dei talent show ha un po’ distorto l’idea che si ha dei talenti. “Spesso si pensa che ci sia dietro un addestramento fortissimo – ha sostenuto il medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai -. Invece analizzando l’infanzia di persone che hanno cambiato il corso della storia, abbiamo scoperto che il talento si trasforma in vita di successo seguendo i percorsi più tortuosi”. (alberto pellai)